6.6.21

Smart working progress

 So che il titolo può sembrare un errore di battitura ma non lo è. Il fatto che mi ha fatto (non è un errore neanche questo) pensare è che siamo nell' epoca del lavoro da remoto o tele-lavoro o appunto in termini anglofoni, visto che ormai parliamo inglese alla Renzi, smart working. Siamo nell' epoca del lavoro "agile" eppure certe abitudini che riguardano dei lavori che non possono essere svolti da casa, rimangono più che mai solide e consolidate. Non c'è emergenza o crisi epidemica/pandemica che tenga. A cosa mi riferisco? Ai lavori dell' ANAS, o più in generale ai lavori di rifacimento del manto stradale e sfalcio dell' erba, giacché è quasi tutto in mano alla grande azienda statale, a parte le strade comunali e qualche remota "provinciale". Vi siete chiesti perché fanno i lavori esclusivamente nei mesi più caldi (e con più traffico) dell' anno? Quantomeno è così dalle mie parti, soprattutto sulla strada statale 17 "Tiburtina Valeria"; per chi conosce l' abruzzo aquilano-pelino-dell' alto sangro sa a quale strada mi riferisco. Io continuo a non capire quale sia la logica o, se preferite, dove cavolo stia! una cosa è certa, in tutta Italia i lavori più importanti, che riguardino strade, tunnel, ponti, viadotti non fa differenza vengono svolti solo nelle ore diurne e in special modo in quelle più trafficate. Negli altri paesi moderni si lavora spesso di notte, se non soprattutto nelle ore più fresche e meno caotiche per la viabilità. Qui non si può fare ma per quale motivo? A me sembrano assurde quelle scene degli operai a dorso nudo che sembrano venuti dal Congo per quanto sono abbronzati, mentre posano il catrame o bitume per fare i nuovi strati di asfalto. Sempre rigorosamente di giorno e nei mesi più caldi. Io soffro al posto loro solo nel vederli. Pochi giorni fa stavano rifacendo un lungo tratto di strada poco distante dal mio paese, per altro era una strada le cui condizioni erano ottime, l' asfalto era stato rifatto pochi anni fa. In contemporanea c' erano i lavori di sfalcio dell' erba e di fatto questo tratto di strada, che è uno dei pochi in cui qui si viaggia spediti, perché per arrivare in città non c'è l' autostrada né la superstrada, era quasi del tutto bloccato. Ironia della sorte. pochi giorni dopo sono cominciati pure i lavori di sostituzione delle barriere guard rail sul tratto di strada che porta in città, chiamato comunemente superstrada anche se non è tale. Le barriere erano dell' anteguerra. Mi "consola" il fatto che adesso anche l' A14 Adriatica sia bloccata e anche quella, tanto per cambiare, ogni anno in questo periodo quando comincia il grosso del traffico. Perché non si possono fare i lavori nelle ore meno trafficate? Ci vorrebbe sicuramente meno tempo per completarli, risparmiando anche il denaro che è sempre il nostro. Io non credo che ce lo chieda l' Europa di lavorare sotto questo sole rossi e col fiatone, o sbaglio? ! Perché i lavori stradali non si possono fare in autunno, inverno a primavera? All' asflato fa male prendere un po' di fresco? O forse sono le barriere e i guard rail a soffrire l' umidità? Quando si parla di riforme mi viene proprio da ridere!

2.6.21

Povera patria (ragionateci sopra)

Vi racconto un episodio che a mio avviso è una cartina di tornasole sul nostro paese. Uno spaccato della nostra società che purtroppo ha molti difetti, varie falle nel sistema destinate a durare fino alla fine dei tempi. Questo è un fatto che mi è accaduto lavorando, perciò per inquadrare meglio il contesto in cui si è svolto, mi sembra doverosa una premessa. Io sono un libero professionista che collabora con studi notarili, studi legali, enti locali, ecc. Faccio ricerche soprattutto di documenti antichi presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari (nome vetusto lo so, oggi è letteralmente Agenzia delle Entrate- Dipartimento Territorio- Servizi di Pubblicità Immobiliare) ed il catasto . Ci sono dei servizi particolari, ad esempio la richiesta di copie di atti o meglio, di titoli perché possono essere anche decreti, delibere, successioni, determine e così via. Se il pubblico ufficiale che ha stipulato l' atto è in attività, le copie vanno richieste direttamente a quest' ultimo. Se è un atto notarile, direttamente allo studio notarile, se è un decreto di un tribunale presso la cancelleria dello stesso ecc. In caso di titoli telematici (che sono quasi esculsivamente atti notarili stipulati da circa una decina d' anni fa ad oggi )si possono richiedere in ufficio pagando relativamente poco. Se il notaio ha cessato l' attività ed era del distretto della nostra provincia, le copie possono essere richieste solo presso l' archivio notarile o l' archivio di stato, in caso di atti molto più datati. Qui sorge un problema non da poco: l' archivio notarile di L' Aquila a seguito del sisma 2009 non conserva più atti semplicemente perché la vecchia sede non c'è più, nella nuova non c'è spazio e tutto è stato spostato temporaneamente all' archivio notarile di Sulmona (la distanza è di oltre 60 km). Ulteriore dettaglio, quest' ultimo è aperto solo quattro giorni al mese salvo malattia/incidenti dell' unico impiegato; poiché è un archivio sussidiario che era destinato alla chiusura. Se invece il notaio ha cessato all' attività ma all' epoca del rogito era di un altro distretto notarile (esempio un notaio di Treviso fa un atto con immobili in provincia dell' Aquila) la conservatoria può rilasciare la copia conforme, che costa parecchio. 42 euro è il minimo, fino a 4 pagine, poi si pagano 16 euro di bollo in più ogni ulteriori 4 pagine.

Tutta questa premessa per dire cosa? Per lamentarmi delle condizioni di lavoro assurde? Delle regole/restrizioni che ormai sono rimaste solo negli uffici pubblici? No, quello magari un' altra volta... Ieri  è successo che mentre ero allo sportello delle visure c'era un avvocato che stava facendo delle ricerche ed ha chiesto all' impiegato se poteva avere una copia di un atto stipulato da un notaio del Lazio. L' impiegato che da quanto ne so non ha mai fatto una copia conforme perché, dice lui "non sono in grado" ma direi piuttosto che non vuole essere in grado e scarica sempre sulla collega questi servizi, ha chiesto all' avvocato "per cosa le serve? Guardi che quell' atto è molto lungo, spende un sacco di soldi". Poi sottovoce ha detto, ed io ero lì quindi non potevo non sentire, "aspetti che le faccio una copia però... mi raccomando eh" aumm aumm non l' ha detto ma il senso era quello. Una nota per i lettori: si dà il caso che l' avvocato fosse una donna, giovane, alta, bella. Bella pure con la mascherina.  Poco tempo dopo, mentre  stavo lavorando in una postazione per l' utenza ed ero di spalle ho sentito che c' era un' altra persona che chiedeva la copia di un atto, in questo caso però di un notaio del nostro distretto. L' impiegato gli ha detto che non si poteva fare e che sarebbe dovuto andare all' archivio notarile di cui sopra. In quel momento una mia collega mi ha detto "hai sentito che ha detto?" "Si." "Girati, ti prego". Io ho fatto come mi diceva ed ho scoperto che quell' utente a cui serviva una copia ed a cui l' impiegato ha detto di dover andare all' archivio che si trova a circa 60 km di distanza era un ragazzo paraplegico! Non so se in quel momento sono sbiancato ma la mia collega aveva gli occhi sbarrati. 

La cosa "bella" però è che l' indelicato, per usare un eufemismo lo ribattezzo così, pochi minuti dopo quando era il momento di pagare per il povero cristo, gli ha detto "il bancomat non funziona, deve andare a comprare le marche servizi in tabaccheria". A quel punto io e la mia collega avevamo perso le parole, io gli avrei voluto dire tante cose a quel signore dietro il plexiglass ma ho preferito alzarmi ed allontanarmi un momento. Il pos non funzionava e questo succede sempre più spesso, è un problema per tutti visto che il pagamento in contanti è stato abolito qualche anno fa ed anche in questo caso ci vorrebbe una puntata a parte ma il punto non è questo. Con tutte le cose che fanno per uso ufficio (anche quando non lo sono) cosa gli costa farne una in più? Ma che hai davanti agli occhi? Fatto sta che alla fine della fiera, forse l' indelicato ha avuto un briciolo, un rimasuglio di umanità e non ha fatto pagare la visura al ragazzo che è andato via, mi pare tra l' altro che fosse completamente da solo. Finita qui? Manco per sogno. Il malcapitato è andato via senza pagare ma la copia non gliel' ha fatta comunque!

Preciso che, per chi non l' avesse capito, l' indelicato non conosceva nessuno dei due co-protagonisti della vicenda, quindi non si tratta di fatti personali, perché spesso accade ma anche questo è un argomento che meriterebbe un' enciclica papale a parte. Alla ragazza che chiedeva una copia che poteva essere rilasciata, siccome non sapeva/voleva fargliela le ha fatto un piacere facendone una informale. Al ragazzo che chiedeva una copia che non poteva essere rilasciata, ripeto ragazzo sulla sedia a rotelle e quest' ultima non era invisibile, ha detto di dover andare a richiederla in un altro ufficio che è lontano, in un' altra città, e lo voleva pure far uscire a comprare le marche per pagare e farlo ritornare! Il morale della favola è che tira sempre più un pelo di ... forse ma anche che c'è noncuranza se non il disprezzo, il fastidio verso gli invalidi, e a mio avviso a qualche essere umano, se merita di essere chiamato tale, manca semplicemente l' empatia. Molti di questi sono impiegati statali.

Come direbbe Crozza/Zaia: ragionateci sopra...


18.5.21

Inneres Auge

 Oggi è morto Franco Battiato, il mio cantautore preferito, la persona a cui "devo" il mio nickname. Per questo motivo il titolo del post è Inneres Auge. Si tratta di un album del 2009 che mi piacque molto, e c' era anche il singolo omonimo. A parte questo, è difficile parlare, trovare i termini giusti per esprimersi quando ci lascia qualcuno a cui ci sentivamo molto legati. Era un' artista che ha incantato varie generazioni e che in futuro, in un modo o nell' altro continuerà a stupirci come ha sempre fatto.

Grazie Maestro!




16.5.21

Il massacro in secondo piano

 Viviamo nell' epoca del politicamente corretto, perciò siamo bombardati da informazioni, messaggi, notizie riguardanti la conta dei femminicidi. Ogni giorno qualcuno ci ricorda che dall' inizio dell' anno sono morte un tot di donne ammazzate in quanto donne, perché è questo che significa. Chi lo dimostra? Nessuno. C'è uno studio che dimostri che queste donne sono uccise in quanto esseri umani di sesso femminile? Non mi risulta, eppure è così che funziona l' informazione, il meccanismo della cronaca nera su cui poi ci deve guadagnare qualcuno. Nessuno che ha il coraggio (o buon senso, più semplicemente) di dire che quel marito/compagno/ex era un pezzo di merda, un assassino. No, sono sempre dei "malati" nell' accezione comune, persone che vedono le donne come oggetti di cui rivendicarne il possesso. Avete notato però che quando è la donna ad uccidere , perché capita anche se con meno frequenza, non si parla di maschicidio? Quello che penso è che si dia troppo risalto a dei fatti gravi, vite spezzate e famiglie rovinate ma proviamo solo a pensare a cosa poteva essere sessant'anni fa quando veramente la donna non contava niente! Oggi se ne parla troppo e male. 

Secondo me si dovrebbe parlare di più di quello che accade nel "mondo del lavoro" e che nessuno chiama "lavoricidio". Quante persone sono morte lavorando dall' inizio dell' anno? Tantissime. Troppe. Se ne parla solo quando accadono fatti eclatanti come quello che ha riguardato Luana, una ragazza di 22 anni. Lei è stata "ingoiata" (scusate il verbo ma mi riesce difficile solo pensarlo) da un orditoio, così tutti siamo venuti a conoscenza che esiste tale macchinario.  Era proprio una donna, tra l' altro con un bambino piccolo che cresceva da sola, una donna come ce ne sono tante nel mondo del lavoro dove sono completamente svantaggiate rispetto ai colleghi uomini. Mi pare però, che non ci sia nessuna femminista a difenderle, a battersi per loro. Non ci sono le "radical chic" ad indignarsi per le donne che muoiono ammazzate mentre cercando di campare dignitosamente. Nessuna che si straccia le vesti, non ci sono scalinate con le scarpe rosse.  Le cosiddette morti bianche non fanno distinzioni di sesso, etnia, età, sono in questo terribilmente democratiche. C'è un mondo di cui non ci importa nulla fino a quando non accade qualcosa di clamoroso, che ci fa scoprire che esistono i controllori che non controllano, il lavoro sommerso, gli imbrogli, le mazzette, la negligenza di chi si occupa della sicurezza.  Chi mi fa veramente incazzare è quello che dice che i lavoratori "non stanno attenti", come se tutti quelli che ci rimettono le penne fossero distratti mentre lavorano. Come se un cristiano andasse a lavorare la mattina per non tornare a casa la sera. Pochi mesi fa qui ci sono stati i primi, e spero ultimi, morti nella ricostruzione post sisma. Due operai a cui è crollato addosso un rudere che stavano tentando di mettere in sicurezza. Persone che venivano da Albania e Macedonia e che probabilmente speravano di poter tornare tra qualche anno a testa alta nei loro paesi. Fu un fatto che fece scalpore, soprattutto in una comunità di piccoli paesi come la nostra, dove tutti si conoscono e dove molti sono proprio di quei paesi, persone che si aiutano tra loro. Il tempo però sembra cancellare tutto, del resto siamo troppo concentrati su cose che non hanno nessun senso, come dimostrano i dibattiti tra quei politici lontani milioni di anni luce dalla realtà. E i sindacati dove sono? Dov' erano prima? Oltre a fare la voce grossa il primo maggio, neanche tanto grossa visto che è passato il messaggio di "Fedez contro Rai" che per altro non c' entrava niente con il lavoro, dov' erano? Si dicono tutti indignati quando succede qualcosa, però poi non cambia niente. Più passa il tempo e più mi convinco che siamo la repubblica del menefreghismo.

5.5.21

Sua Eccellenza si fermò a vaccinare

Io ne ho le palline piene di questa storia del coronavirus. Io sono stufo di come tutto viene raccontato. Se ne parla troppo e male. Qualcuno dirà che non c'è nessuna novità rispetto al modo di fare informazione in Italia su qualsiasi altro argomento, però a tutto c'è un limite a mio avviso. Ci avete fatto caso che da quando in Italia le cose vanno meglio, perché si stanno vaccinando più persone, non si fa altro che parlare dell' India? Il disastro indiano. La catastrofe indiana. L' apocalisse indiana. Si fa leva sui numeri perché sono quelli che colpiscono, siccome la maggior parte delle persone non ragiona e si ferma solo alle apparenze. La massa è ormai abituata a pensare in slogan o, se preferite, in tweet. Io twitter non ce l'ho e penso ancora usando il cervello. Nella tragica classifica dei casi di covid spiccano i numeri degli USA e soprattutto quelli dell' India che ha 1,391,345,789 abitanti e fino ad ora oltre 225000 morti accertati.  Se vediamo la classifica per morti su milioni di abitanti scopriamo che l' India è al centoquattordicesimo posto. L' Italia è al dodicesimo posto ed è purtroppo il primo tra i grandi paesi. Se vediamo i casi su miolioni di abitanti, l' India è al centotredicesimo posto, l' Italia al quarantesimo e ci superano tra i grandi paesi solo USA, Brasile (con popolazioni molto più numerose), Francia e Spagna, quest' ultima meno popolosa dell' Italia. Questo cosa vuol dire? Che l' India è il posto in cui consiglierei di fare una vacanza oggi? Assolutamento no.  Sta a significare semplicemente che i numeri dovremmo imparare ad analizzarli nel loro "insieme" proprio perché sono numeri! Altrimenti quale motivo avrebbe di esistere la matematica? La statistica avrebbe un senso?


A proposito di statistiche ce ne vorrebbe una a parte per quante castronate dice il commissario straordinario per l' emergenza covid Francesco Paolo Figliuolo. Apro una parentesi: vi rendete conto che siamo un paese in cui si commissaria tutto? Possibile che non funzioni nulla "normalmente"? Come diceva quello? Ah si, popolo di santi, poeti, navigatori e... commissari!  Recentemente der kommissar nel suo giro di inaugurazioni di centri vaccinali (che ora si chiamano  hub e qui mi fermo) è stato a Macerata, dove era immancabilmente presente il vescovo, tanto per rispettare la famigerata laicità dello stato! Figliuolo ha detto che ringraziava chi si era dato da fare per mettere in funzione il centro vaccinale, gli operatori sociosanitari, i volontari e ha detto anche "ringrazio Sua Eccellenza Reverendissima ecc". 

Io ho studiato un po' di storia e mi sembra proprio che stiamo tornando con un flashback ai tempi in cui le "eccellenze" varie erano servite e riverite, e si faceva pure l' inchino al loro cospetto. Davvero siamo a come eravamo messi prima della breccia di Porta Pia? Almeno le apparenze le vogliamo salvare? Perché tutti ma proprio tutti anche i nuovi arrivati (o presunti nuovi) devono sempre essere proni al cospetto delle autorità religiose? Io vorrei addormentarmi, fare un lungo sonno e al risveglio trovarsi in un paese non dico ateo o agnostico né in un posto che adora i culti pagani e perseguita tutti gli altri, sia chiaro, ma quantomeno in un cavolo di paese laico: è chiedere troppo?!

17.1.21

La vita e la morte

 


 Pochi giorni fa è venuto a mancare un mio conoscente. Non dico "amico" perché è una parola di cui si abusa e perché non mi sento di definirlo tale. Era un ragazzo educato, benvoluto da tutti, uno che si faceva gli affari suoi. Ricordo che era schivo ma in compagnia si apriva ed era sempre pronto alla battuta. Era bravissimo nel pungolare i piccoli difetti altrui con frasi o espressioni che ti facevano cascare a terra dalle risate. Ricordo bene una gita a Fondi e Terracina, eravamo agli albori del nuovo millennio, quando io tra l' altro capitai in stanza anche con lui e veramente mi fece sganasciare dalle risate. Sono andato spesso a correre con lui, giocava ogni tanto a pallone nel nostro gruppetto, sebbene non si potesse dire che fosse un appassionato del gioco. Lo faceva perché era uno che quando stava in gruppo cambiava del tutto. Tanti anni fa si è trasferito al nord, dove ha fatto carriera nell' esercito ma tornava spesso nel nostro paesino e anche se io di fatto non ci ho più parlato, eccetto i convenevoli quando stava di luna buona, ho serbato un buon ricordo. Sovente è stato visto girare con dei sacchetti a raccogliere i rifiuti buttati sul ciglio della strada o nei campi e nei boschi, una cosa che, per esempio il sottoscritto si era ripromesso di fare ma non ha mai fatto. Era nel pieno della vita, stava costruendo un radioso futuro fino a quando... ha deciso di togliersi la vita.

Io mi sono sempre chiesto perché accadano certe cose che magari nelle grandi città passano in sordina, roba giusto per chi legge ancora i trafiletti della cronaca locale sui giornali ma per le piccole comunità come quella del mio paese sono fatti epocali, eventi che nel vero senso della parola lasciano il segno e cambiano tutto. In un certo senso è come tirare una linea su un foglio bianco.  Sono fatti che lasciano lo sgomento, la sensazione di chiederti "ma è successo davvero? Qui? Proprio lui?" La morte, va da sé, è una cosa che per quanto inevitabile prima o poi non si augura a nessuno. Nemmeno al peggior nemico! La morte naturale però può essere elaborata ed accettata; anche chi muore ammazzato per quanto sia orribile, verrà pianto e poi il tutto sarà in qualche modo assorbito dal tempo sebbene certe ferite lascino delle cicatrici inimmaginabili per chi non ci è passato. Io sono però convinto che si possa più facilmente capire il gesto di una persona che uccide, perché può essere un delinquente, un aguzzino, un malato, un drogato o se preferite un mostro. Ma come si fa a capire una persona che si uccide? Cosa ne sappiamo noi del conflitto dentro di sé che possa provare per arrivare a compiere un tale gesto? Quali indicibili sofferenze può provare nel suo "io" una persona nel momento in cui sa che morirà per mano sua? Tutto questo non riesco a spiegarmelo. Un rimedio non c'è . Non si può accettare. Arrivare al punto di essere certi che non ci possa essere una soluzione al problema che ti sta portando nell'abisso, è una cosa atroce, di una schiettezza e una fermezza che ti sconquassano. 

Mi ricordo dell' ultima volta in cui l'ho incontrato, forse in ottobre o inizio novembre. Stavamo camminando su due strade diverse e non eravamo vicinissimi ma fece finta di non vedermi, io a dire il vero neanche feci un tentativo di salutarlo o avvicinarmi. In questi momenti mi chiedo: e se lui avesse già avuto qualche tarlo dentro che lo consumava? E se magari io l' avessi chiamato e avremmo parlato come sarebbero andate le cose? Tutto è assurdo perché come ho già detto era schivo e non di rado mancava di salutare anche persone più anziane, cosa che del resto facevo anche io fino a qualche anno fa e in fondo ognuno saluta chi vuole e quando gli pare! Però sto veramente pensando: aveva tutto in mente già allora? Chi potrà mai dirlo? Nessuno ma anche se fosse il contrario, questo purtroppo non cambierà lo stato delle cose. Lui non c'è più, ed ha lasciato un vuoto straziante, incolmabile, incommensurabile.

15.11.20

Dei Decreti e delle Pene: ovvero come ne usciremo ma soprattutto, ne usciremo?

Buonasera,

dopo attente riflessioni sono giunto ad una conclusione riguardo a ciò che ci sta capitando in quest' anno di menta. La conclusione a cui sono giunto è questa: in che mazzo di paese viviamo? Io vorrei sapere se qualcuno di voi trova una logica in ciò che si legge su internet, nei quotidiani (ovvio per chi li legge), in ciò che si ascolta in televisione. Siamo bombardati da una miriade di informazioni vere o presunte tali ma il bello è che sono continuamente in contrasto tra loro. C'è l' infettivologo che dice A, quello che dice Y e l' altro che dice 3,66 periodico. C'è il governo che litiga con le regioni, le regioni con i sindaci, i sindaci sono in guerra con tutti. Ci sono le immancabili figure di cavolo a livello mondiale che facciamo periodicamente, per esempio in Calabria dove il commissario alla sanità non sapeva di dover fare un piano contro le epidemie, cosa per cui era pagato oltre che assunto ed è tutto venuto fuori solo grazie ad un' inchiesta giornalistica, se no stavano freschi laggiù! Il commissario che era stato appena confermato dal governo, l' hanno cacciato e chi ci hanno messo al suo posto? Uno che a fine maggio disse che per contagiare qualcun' altro dovresti baciarlo con la lingua, qualora tu fossi positivo, per almeno 15 minuti e che le mascherine non servono ad un cappero. Poi il governo si è accorto della seconda cavolata che aveva fatto e sta pensando di mettere un sub-commissario: perché noi italiani dobbiamo complicarci la vita sempre? Hanno pensato a Gino Strada, che è un sant' uomo ma veramente (in senso laico) e sta abituato ad emergenze ben più gravi. Però dico, possibile che quando si devono fare delle scelte così importanti si va sempre a pescare nel posto sbagliato? Come li scelgono i funzionari che gestiscono la "cosa" pubblica? Tirano a sorte nel bussolotto come facevano tanti anni fa con l' estrazione del superenalotto in tv su Rai2, con il bambino bendato che pescava? I  più grandi se lo ricorderanno. 

Che dire poi degli scienziati che a forza di stare nei palcoscenici televisivi dove ormai hanno ridotto i politici e gli opinionisti di professione a un branco  di insignificanti comparse (il che, tra l' altro, ci fa capire quanto fossero utili ad aggiungere quel qualcosa in più a ciò di cui si discerneva), sono diventati in gran parte contraddittori e se ne dicono di tutti i colori tra colleghi, nonostante poi tutti continuino a ripetere che bisogna andare tutti uniti verso la stessa direzione?! Una cosa che mi infastidisce parecchio, ed io non ho più scritto qui da parecchio perché comunque gli argomenti sono pochi e tutti sono dei professori a quanto pare in materia, dicevo una cosa che mi infastidisce è che noi "popolo" o se preferite gente comune veniamo continuamente trattati come dei bambini. Ci ripetono per 50 volte al giorno che dobbiamo portare la mascherina, mantenere le distanze e lavare le mani. Da febbraio che va avanti 'sta storia? Va bene dico ma, ammesso che c' era gente che le mani non se le lavava prima e continuerà a non lavarsele, veramente voi che avete il potere, voi che controllate tutto, voi che avete tutti i mezzi possibili ed immaginabili per capire come vanno le cose; pensate che siamo così ad un livello infimo da dover sentire ogni giorno ripetute le stesse raccomandazioni? Soffriamo per caso tutti di alzheimer? 

E che dire del fatto che quando c' era la prima ondata eravamo tutti bravi, ma guardali gli italiani come sono composti ed educati, non sono solo pizza, mafia, spaghetti e mandolino! In estate eravamo bravi, intanto il governo ed i governi locali aprivano tutto e consentivano tutto anche le cose più inutili di questo mondo, tanto noi eravamo così bravi! Il ministro della sanità aveva scritto un libro che ha saggiamente fatto ritirare poche settimane fa, se non sbaglio la stessa casa editrice, per spiegare come il nostro paese aveva sconfitto il virus. Tempismo eccezionale. Ed ora eccoci qua, che le cose vanno molto male e la colpa di chi è? Naturalmente la nostra, la colpa è della gente che non rispetta le regole. Ma veramente ci vogliamo far prendere per il cubo? Io sono tra quelli del circolo "la madre del cretino è sempre incinta" ma non è di sicuro colpa di un cretino, o di cento, mille cretini se stiamo messi così! Se la gente muore in ambulanza fuori dall' ospedale in attesa di un tampone o di un ricovero perché non ci sono più posti, se c'è chi muore nel bagno di un ospedale. Basta con questa storia. Noi non siamo delle pulci ammaestrate. Non dobbiamo piegare la testa e dire sempre di si. Dobbiamo guardare in faccia la realtà e dire le cose come stanno.

Il decreto cosa fa? Decreta. A cosa serve? A stabilire dei paletti, delle regole. Invece noi da un po' di tempo abbiamo anche i decreti che danno i consigli: "è fortemente sconsigliato spostarsi se non per comprovati motivi.." . I consigli a me li dà mamma o papà, non c'è bisogno dell' autorità costituita. La classe politica è pagata per rendere un paese più civile, più all' avangiardia, per far funzionare gli ingranaggi dell' amministrazione pubblica, non li paghiamo per mettere dei consigli nei decreti; altrimenti la prossima primavera, di questo passo, potrebbero scrivere "si consiglia caldamente di indossare la maglietta della salute onde evitare possibili freddure". Un' altra cosa: noi non siamo il paese che ha gestito meglio l' epidemia. Ormai credo che sia chiaro a tutti, a parte chi ha gli occhi foderati di prosciutto Rovagnati. E non solo perché siamo purtroppo al sesto posto nella macabra classifica dei decessi; cosa che tra l' altro merita un altro discorso visto che nessuno ci ha spiegato con quali criteri si stabilisce se un cristiano è morto con il covid o di covid. Il che cambia decisamente la prospettiva ma non cambia il fatto che tantissime persone sono morte e moriranno. Ci siamo abituati ai vari bollettini che sembrano delle sentenze e se ci riflettete, tutto quanto si riduce in fin dei conti ad una mera statistica. C' era un gerarca nazista che, si racconta, quando fu sottoposto a processo dopo la guerra disse una frase del tipo "cento morti è una tragedia, un milione di morti è statistica". Ecco, siamo esattamente a questo, stiamo a calcolare che oggi sono x più di ieri ma a marzo erano tot e non ci soffermiamo su chi erano queste persone. Erano e sono esseri umani, la maggior parte rientrano in quella fascia di popolazione "non produttiva" come direbbe un noto amministratore locale di cui non faccio il nome ma si commenta da solo, persone che hanno vissuto le vite più disparate e che in pochi giorni spariscono nella solitudine più assoluta. Una cosa da non augurare neppure al peggior nemico immaginabile. 

Lo che questo post ed il titolo sono della serie "l' ottimismo è il profumo della vita" mentre il piccione ti defeca in testa, però è un periodo in cui vedo davvero tutto storto fuori dalle mie quattro mura.

 

 

 

Smart working progress

 So che il titolo può sembrare un errore di battitura ma non lo è. Il fatto che mi ha fatto (non è un errore neanche questo) pensare è che s...