18.12.21

Dieci anni

Tanto tempo è passato da quando feci una piccola pazzia, una di quelle cose che a distanza di tempo devi per forza domandarti "perché l'ho fatto?" e una risposta sensata non la trovi. Esattamente dieci anni fa ero in calabria, regione dove non ero mai stato, a dire il vero non ero mai stato più a sud di Napoli.  La mia fu una breve parentesi della vita, una sorta di toccata e fuga. Feci un viaggio per andare a trovare una persona, a cui ero molto legato. Una persona alla quale pensavo che sarei rimasto vicino a lungo e non intendo necessariamente dal punto di vista fisico ma quantomeno credevo che saremmo rimasti in contatto. Io ero cotto, chi vuole intendere intenda. Mi sono a lungo chiesto cos' ero io per lei. Sono stato solo un diversivo? Uno svago? 

Era una donna fidanzata da molti anni, un po' più grande di me, ci eravamo conosciuti proprio su questa piattaforma. a volte si comincia semplicemente perché dai commenti postati da una persona ci si fa un' idea (giusta o sbagliata che sia) di come possa essere nella vita fuori dal computer. Era nato un bellissimo rapporto, mi ricordo che passavamo ore ed ore a parlare prima in chat e poi in videochiamata su Hangout . A proposito: esiste ancora? Io non l'ho più usato. A volte stavamo a parlare per 6/7 ore di fila se non di più, spesso passando le notti in bianco e non c' erano mai momenti banali. Dormivo si e no 2 ore e non ero stanco. Era qualcosa che non mi era mai successa prima. Lei un giorno mi propose di andarla a trovare ma c' era un problema. Io non avevo un soldo bucato. Avevo da poco lasciato l' università e non avevo un lavoro, né lo cercavo. Dovevo capire cosa volevo fare "da grande" anche se già lo ero. Ai miei genitori non avrei chiesto prestiti, non l' ho mai fatto ed è l' ultima cosa che farei. Mi vergognavo perché a ventitre anni non avere la possibilità di muoversi è brutto. Lei fece qualcosa che mi lasciò veramente stupefatto, pagandomi sia il viaggio che l' albergo. Chi altro l' avrebbe fatto? Ad uno sconosciuto, perché per quante parole potevamo aver scambiato noi in fondo non ci conoscevamo di persona. Il viaggio di andata fu una roba da film. Sapete quando ti capitano una serie di sfighe a raffica e pensi che peggio non possa andare? Presi l' autobus dal mio paese quando era in atto un vento fortissimo, arrivai a L' Aquila scoprendo che avevo perso la prima coincidenza per Roma perché c' era sciopero (io non lo sapevo), così dovetti aspettare al gelo l' altro autobus che tra l' altro non era il diretto ma faceva uno scalo ed avevo veramente i minuti contati. Sull' autostrada ho avuto una paura che non saprei descrivere, perché il tempo era bruttissimo, se qualcuno è mai passato sul viadotto di Pietrasecca quando piove a dirotto sa cosa intendo. L' autubus letteralmente era sballottato dal vento come una barchetta nel mare in tempesta.  Arrivammo a Roma dove c' era un traffico pazzesco e infatti l' autista ci fece scendere prima di Tiburtina. La metropolitana chiusa per lo sciopero. Vai a cercare un taxi ma non se ne vedevano. Trovo il taxi, da Tiburtina a Termini la bellezza di 27 euro ancora me lo ricordo. Salii sul treno quando mancavano circa dieci minuti alla partenza, avevo il fiatone che manco un maratoneta dopo 42 km...

Il viaggio in treno fu penso, il tempo non passava mai, ero scomodo, il treno si fermò per problemi tecnici due volte. L' ultima in mezzo al nulla assoluto nei pressi di Battipaglia. Siamo rimasti lì per non so quanto, ed io pregavo non so cosa o chi, perché dovevo prendere un altro treno a Paola.  Quel treno lo presi senza problemi anche se in teoria avrei avuto tre ore da passare alla stazione (in piena notte) mentre a causa dei guasti arrivai "solo" un ' ora prima. Il regionale filò dritto senza problemi: almeno una! Arrivai a Cosenza verso le 4.40 e dovevo fare un po' di strada a piedi perché lei ovviamente non se la sentiva di andarmi incontro, non c' era di fatto nessuno in giro. Arrivai nel palazzo dove abitava, che era vuoto perché c' erano quasi esclusivamente studenti come le sue coinquiline (lei pure era studentessa) già tutti ripartiti per le vacanze. Mi sono chiesto successivamente se lei prima di aprire la porta avesse avuto paura,  cosa può passare nella testa di una persona indifesa prima incontrare un perfetto sconosciuto di notte, in un appartamento vuoto di un palazzo pressoché deserto. Le donne evidentemente hanno dei momenti in cui non ragionano? Lei incontrava una persona che giudicava per bene da quello che le aveva detto ma potevo essere pure un maniaco, si sa come va il mondo e soprattutto quando si conosce qualcuno su internet. Ultimamente mi capita di pensare che pure io sono stato sprovveduto, perché poteva essere un tranello, poteva stare lei come esca e magari c' era una banda di ladri e picchiatori dietro... vai a sapere a volte la vita. Ero distrutto dal viaggio, avevo il cuore che batteva come la batteria di un gruppo heavy metal, ero teso come una corda di violino ma quando lei aprì la porta passò tutto. Io mi resi conto che era vero e che la scelta migliore della mia vita in quel momento era stata andare lì. Era il posto giusto, era la persona giusta. Il tempo passato con lei è stato bello ed indimenticabile e non dirò altro, non è necessario.

Il viaggio di ritorno fu un' altra piccola odissea, dico solo che dovetti restare in piedi fino a Roma sul treno, come altre decine di persone perché c' erano diversi "doppi biglietti". Il distacco da lei mi pesava, però ero al tempo stesso felice perché sapevo che c' era qualcuno che mi avrebbe pensato anche se da lontano. Preciso che non fui illuso anzi lei mi disse che non avrebbe lasciato il suo fidanzato, che tra noi non poteva funzionare per la distanza. So che il suo fidanzato l'ha perdonata. Io non so se sarei capace di farlo. Lei mi ha deluso per altri motivi. Io non pretendevo nulla ma mi auguravo che saremmo rimasti in contatto, me lo aveva detto. Io ci credevo. Io però la chiamavo al telefono e non rispondeva. Il giorno del suo compleanno le telefonai e lei non mi rispose, ci rimasi molto male. Poco tempo dopo lei mi mandò un' email in cui diceva di essere andata dallo psicologo per colpa mia. Lei aveva sensi di colpa verso il suo uomo ma la colpa era mia. Decisi di non chiamarla più e di non scriverle più. 

A volte mi son chiesto: possibile che dopo tanti anni con un solo uomo avesse bisogno di provarne un altro? Come si fa con i vestiti. Voleva solo questo? No, perché andarlo a cercare a centinaia di km di distanza? Era assurdo. Dopo un po' ho smesso di farmi domande e soprattutto di farmi le pippe mentali. Quello che è stato è stato. Io la devo ringraziare, perché quell' esperienza mi ha dato uno sprone. Ho capito di lasciar perdere le storie a distanza. Ho smesso di tentare e ne sono felice. Oggi dopo tutto questo lasso di tempo non ho più avuto legami di nessun genere con nessuno, forse perché qualche parte del mio cuore si è "disattivata". La mia vita da allora è cambiata ed ho fatto tante cose che non avrei immaginato di saper fare, sono una persona soddisfatta in ambito lavorativo ma non sono ad un punto di arrivo, per quello c'è tempo. C'è chi spesso mi dice che sembro triste, dicono che si capisce dallo sguardo o da un' espressione, dalla voce. Io non mi definisco triste. Sono solo realista e non ho motivi per sorridere come un cretino qualunque.




11.12.21

Violenza sulle donne

Ogni giorno si ha notizia di un tale che uccide la propria moglie. La cosa è diventata da tempo tanto normale che anni fa un giornale romano uscì con questo titolo: "Uccide la suocera scambiandola per la moglie". Le vittime sono tutte brave donne. Se ne potrebbe arguire che la bontà della moglie è un rimorso insopportabile, da eliminare fisicamente. Così, le mogli buone vengono uccise, le mogli cattive campano a lungo. Cercare l' origine del male nella madre: non ci hanno forse costretti a far soffrire la madre buona e a restar vittima della madre egoista? In realtà, l' uxoricida è quasi sempre un matricida ritardatario.

 

Da "Il taccuino 1951" - Diario Notturno di Ennio Flaiano

6.6.21

Smart working progress

 So che il titolo può sembrare un errore di battitura ma non lo è. Il fatto che mi ha fatto (non è un errore neanche questo) pensare è che siamo nell' epoca del lavoro da remoto o tele-lavoro o appunto in termini anglofoni, visto che ormai parliamo inglese alla Renzi, smart working. Siamo nell' epoca del lavoro "agile" eppure certe abitudini che riguardano dei lavori che non possono essere svolti da casa, rimangono più che mai solide e consolidate. Non c'è emergenza o crisi epidemica/pandemica che tenga. A cosa mi riferisco? Ai lavori dell' ANAS, o più in generale ai lavori di rifacimento del manto stradale e sfalcio dell' erba, giacché è quasi tutto in mano alla grande azienda statale, a parte le strade comunali e qualche remota "provinciale". Vi siete chiesti perché fanno i lavori esclusivamente nei mesi più caldi (e con più traffico) dell' anno? Quantomeno è così dalle mie parti, soprattutto sulla strada statale 17 "Tiburtina Valeria"; per chi conosce l' abruzzo aquilano-pelino-dell' alto sangro sa a quale strada mi riferisco. Io continuo a non capire quale sia la logica o, se preferite, dove cavolo stia! una cosa è certa, in tutta Italia i lavori più importanti, che riguardino strade, tunnel, ponti, viadotti non fa differenza vengono svolti solo nelle ore diurne e in special modo in quelle più trafficate. Negli altri paesi moderni si lavora spesso di notte, se non soprattutto nelle ore più fresche e meno caotiche per la viabilità. Qui non si può fare ma per quale motivo? A me sembrano assurde quelle scene degli operai a dorso nudo che sembrano venuti dal Congo per quanto sono abbronzati, mentre posano il catrame o bitume per fare i nuovi strati di asfalto. Sempre rigorosamente di giorno e nei mesi più caldi. Io soffro al posto loro solo nel vederli. Pochi giorni fa stavano rifacendo un lungo tratto di strada poco distante dal mio paese, per altro era una strada le cui condizioni erano ottime, l' asfalto era stato rifatto pochi anni fa. In contemporanea c' erano i lavori di sfalcio dell' erba e di fatto questo tratto di strada, che è uno dei pochi in cui qui si viaggia spediti, perché per arrivare in città non c'è l' autostrada né la superstrada, era quasi del tutto bloccato. Ironia della sorte. pochi giorni dopo sono cominciati pure i lavori di sostituzione delle barriere guard rail sul tratto di strada che porta in città, chiamato comunemente superstrada anche se non è tale. Le barriere erano dell' anteguerra. Mi "consola" il fatto che adesso anche l' A14 Adriatica sia bloccata e anche quella, tanto per cambiare, ogni anno in questo periodo quando comincia il grosso del traffico. Perché non si possono fare i lavori nelle ore meno trafficate? Ci vorrebbe sicuramente meno tempo per completarli, risparmiando anche il denaro che è sempre il nostro. Io non credo che ce lo chieda l' Europa di lavorare sotto questo sole rossi e col fiatone, o sbaglio? ! Perché i lavori stradali non si possono fare in autunno, inverno a primavera? All' asflato fa male prendere un po' di fresco? O forse sono le barriere e i guard rail a soffrire l' umidità? Quando si parla di riforme mi viene proprio da ridere!

2.6.21

Povera patria (ragionateci sopra)

Vi racconto un episodio che a mio avviso è una cartina di tornasole sul nostro paese. Uno spaccato della nostra società che purtroppo ha molti difetti, varie falle nel sistema destinate a durare fino alla fine dei tempi. Questo è un fatto che mi è accaduto lavorando, perciò per inquadrare meglio il contesto in cui si è svolto, mi sembra doverosa una premessa. Io sono un libero professionista che collabora con studi notarili, studi legali, enti locali, ecc. Faccio ricerche soprattutto di documenti antichi presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari (nome vetusto lo so, oggi è letteralmente Agenzia delle Entrate- Dipartimento Territorio- Servizi di Pubblicità Immobiliare) ed il catasto . Ci sono dei servizi particolari, ad esempio la richiesta di copie di atti o meglio, di titoli perché possono essere anche decreti, delibere, successioni, determine e così via. Se il pubblico ufficiale che ha stipulato l' atto è in attività, le copie vanno richieste direttamente a quest' ultimo. Se è un atto notarile, direttamente allo studio notarile, se è un decreto di un tribunale presso la cancelleria dello stesso ecc. In caso di titoli telematici (che sono quasi esculsivamente atti notarili stipulati da circa una decina d' anni fa ad oggi )si possono richiedere in ufficio pagando relativamente poco. Se il notaio ha cessato l' attività ed era del distretto della nostra provincia, le copie possono essere richieste solo presso l' archivio notarile o l' archivio di stato, in caso di atti molto più datati. Qui sorge un problema non da poco: l' archivio notarile di L' Aquila a seguito del sisma 2009 non conserva più atti semplicemente perché la vecchia sede non c'è più, nella nuova non c'è spazio e tutto è stato spostato temporaneamente all' archivio notarile di Sulmona (la distanza è di oltre 60 km). Ulteriore dettaglio, quest' ultimo è aperto solo quattro giorni al mese salvo malattia/incidenti dell' unico impiegato; poiché è un archivio sussidiario che era destinato alla chiusura. Se invece il notaio ha cessato all' attività ma all' epoca del rogito era di un altro distretto notarile (esempio un notaio di Treviso fa un atto con immobili in provincia dell' Aquila) la conservatoria può rilasciare la copia conforme, che costa parecchio. 42 euro è il minimo, fino a 4 pagine, poi si pagano 16 euro di bollo in più ogni ulteriori 4 pagine.

Tutta questa premessa per dire cosa? Per lamentarmi delle condizioni di lavoro assurde? Delle regole/restrizioni che ormai sono rimaste solo negli uffici pubblici? No, quello magari un' altra volta... Ieri  è successo che mentre ero allo sportello delle visure c'era un avvocato che stava facendo delle ricerche ed ha chiesto all' impiegato se poteva avere una copia di un atto stipulato da un notaio del Lazio. L' impiegato che da quanto ne so non ha mai fatto una copia conforme perché, dice lui "non sono in grado" ma direi piuttosto che non vuole essere in grado e scarica sempre sulla collega questi servizi, ha chiesto all' avvocato "per cosa le serve? Guardi che quell' atto è molto lungo, spende un sacco di soldi". Poi sottovoce ha detto, ed io ero lì quindi non potevo non sentire, "aspetti che le faccio una copia però... mi raccomando eh" aumm aumm non l' ha detto ma il senso era quello. Una nota per i lettori: si dà il caso che l' avvocato fosse una donna, giovane, alta, bella. Bella pure con la mascherina.  Poco tempo dopo, mentre  stavo lavorando in una postazione per l' utenza ed ero di spalle ho sentito che c' era un' altra persona che chiedeva la copia di un atto, in questo caso però di un notaio del nostro distretto. L' impiegato gli ha detto che non si poteva fare e che sarebbe dovuto andare all' archivio notarile di cui sopra. In quel momento una mia collega mi ha detto "hai sentito che ha detto?" "Si." "Girati, ti prego". Io ho fatto come mi diceva ed ho scoperto che quell' utente a cui serviva una copia ed a cui l' impiegato ha detto di dover andare all' archivio che si trova a circa 60 km di distanza era un ragazzo paraplegico! Non so se in quel momento sono sbiancato ma la mia collega aveva gli occhi sbarrati. 

La cosa "bella" però è che l' indelicato, per usare un eufemismo lo ribattezzo così, pochi minuti dopo quando era il momento di pagare per il povero cristo, gli ha detto "il bancomat non funziona, deve andare a comprare le marche servizi in tabaccheria". A quel punto io e la mia collega avevamo perso le parole, io gli avrei voluto dire tante cose a quel signore dietro il plexiglass ma ho preferito alzarmi ed allontanarmi un momento. Il pos non funzionava e questo succede sempre più spesso, è un problema per tutti visto che il pagamento in contanti è stato abolito qualche anno fa ed anche in questo caso ci vorrebbe una puntata a parte ma il punto non è questo. Con tutte le cose che fanno per uso ufficio (anche quando non lo sono) cosa gli costa farne una in più? Ma che hai davanti agli occhi? Fatto sta che alla fine della fiera, forse l' indelicato ha avuto un briciolo, un rimasuglio di umanità e non ha fatto pagare la visura al ragazzo che è andato via, mi pare tra l' altro che fosse completamente da solo. Finita qui? Manco per sogno. Il malcapitato è andato via senza pagare ma la copia non gliel' ha fatta comunque!

Preciso che, per chi non l' avesse capito, l' indelicato non conosceva nessuno dei due co-protagonisti della vicenda, quindi non si tratta di fatti personali, perché spesso accade ma anche questo è un argomento che meriterebbe un' enciclica papale a parte. Alla ragazza che chiedeva una copia che poteva essere rilasciata, siccome non sapeva/voleva fargliela le ha fatto un piacere facendone una informale. Al ragazzo che chiedeva una copia che non poteva essere rilasciata, ripeto ragazzo sulla sedia a rotelle e quest' ultima non era invisibile, ha detto di dover andare a richiederla in un altro ufficio che è lontano, in un' altra città, e lo voleva pure far uscire a comprare le marche per pagare e farlo ritornare! Il morale della favola è che tira sempre più un pelo di ... forse ma anche che c'è noncuranza se non il disprezzo, il fastidio verso gli invalidi, e a mio avviso a qualche essere umano, se merita di essere chiamato tale, manca semplicemente l' empatia. Molti di questi sono impiegati statali.

Come direbbe Crozza/Zaia: ragionateci sopra...


18.5.21

Inneres Auge

 Oggi è morto Franco Battiato, il mio cantautore preferito, la persona a cui "devo" il mio nickname. Per questo motivo il titolo del post è Inneres Auge. Si tratta di un album del 2009 che mi piacque molto, e c' era anche il singolo omonimo. A parte questo, è difficile parlare, trovare i termini giusti per esprimersi quando ci lascia qualcuno a cui ci sentivamo molto legati. Era un' artista che ha incantato varie generazioni e che in futuro, in un modo o nell' altro continuerà a stupirci come ha sempre fatto.

Grazie Maestro!




16.5.21

Il massacro in secondo piano

 Viviamo nell' epoca del politicamente corretto, perciò siamo bombardati da informazioni, messaggi, notizie riguardanti la conta dei femminicidi. Ogni giorno qualcuno ci ricorda che dall' inizio dell' anno sono morte un tot di donne ammazzate in quanto donne, perché è questo che significa. Chi lo dimostra? Nessuno. C'è uno studio che dimostri che queste donne sono uccise in quanto esseri umani di sesso femminile? Non mi risulta, eppure è così che funziona l' informazione, il meccanismo della cronaca nera su cui poi ci deve guadagnare qualcuno. Nessuno che ha il coraggio (o buon senso, più semplicemente) di dire che quel marito/compagno/ex era un pezzo di merda, un assassino. No, sono sempre dei "malati" nell' accezione comune, persone che vedono le donne come oggetti di cui rivendicarne il possesso. Avete notato però che quando è la donna ad uccidere , perché capita anche se con meno frequenza, non si parla di maschicidio? Quello che penso è che si dia troppo risalto a dei fatti gravi, vite spezzate e famiglie rovinate ma proviamo solo a pensare a cosa poteva essere sessant'anni fa quando veramente la donna non contava niente! Oggi se ne parla troppo e male. 

Secondo me si dovrebbe parlare di più di quello che accade nel "mondo del lavoro" e che nessuno chiama "lavoricidio". Quante persone sono morte lavorando dall' inizio dell' anno? Tantissime. Troppe. Se ne parla solo quando accadono fatti eclatanti come quello che ha riguardato Luana, una ragazza di 22 anni. Lei è stata "ingoiata" (scusate il verbo ma mi riesce difficile solo pensarlo) da un orditoio, così tutti siamo venuti a conoscenza che esiste tale macchinario.  Era proprio una donna, tra l' altro con un bambino piccolo che cresceva da sola, una donna come ce ne sono tante nel mondo del lavoro dove sono completamente svantaggiate rispetto ai colleghi uomini. Mi pare però, che non ci sia nessuna femminista a difenderle, a battersi per loro. Non ci sono le "radical chic" ad indignarsi per le donne che muoiono ammazzate mentre cercando di campare dignitosamente. Nessuna che si straccia le vesti, non ci sono scalinate con le scarpe rosse.  Le cosiddette morti bianche non fanno distinzioni di sesso, etnia, età, sono in questo terribilmente democratiche. C'è un mondo di cui non ci importa nulla fino a quando non accade qualcosa di clamoroso, che ci fa scoprire che esistono i controllori che non controllano, il lavoro sommerso, gli imbrogli, le mazzette, la negligenza di chi si occupa della sicurezza.  Chi mi fa veramente incazzare è quello che dice che i lavoratori "non stanno attenti", come se tutti quelli che ci rimettono le penne fossero distratti mentre lavorano. Come se un cristiano andasse a lavorare la mattina per non tornare a casa la sera. Pochi mesi fa qui ci sono stati i primi, e spero ultimi, morti nella ricostruzione post sisma. Due operai a cui è crollato addosso un rudere che stavano tentando di mettere in sicurezza. Persone che venivano da Albania e Macedonia e che probabilmente speravano di poter tornare tra qualche anno a testa alta nei loro paesi. Fu un fatto che fece scalpore, soprattutto in una comunità di piccoli paesi come la nostra, dove tutti si conoscono e dove molti sono proprio di quei paesi, persone che si aiutano tra loro. Il tempo però sembra cancellare tutto, del resto siamo troppo concentrati su cose che non hanno nessun senso, come dimostrano i dibattiti tra quei politici lontani milioni di anni luce dalla realtà. E i sindacati dove sono? Dov' erano prima? Oltre a fare la voce grossa il primo maggio, neanche tanto grossa visto che è passato il messaggio di "Fedez contro Rai" che per altro non c' entrava niente con il lavoro, dov' erano? Si dicono tutti indignati quando succede qualcosa, però poi non cambia niente. Più passa il tempo e più mi convinco che siamo la repubblica del menefreghismo.

5.5.21

Sua Eccellenza si fermò a vaccinare

Io ne ho le palline piene di questa storia del coronavirus. Io sono stufo di come tutto viene raccontato. Se ne parla troppo e male. Qualcuno dirà che non c'è nessuna novità rispetto al modo di fare informazione in Italia su qualsiasi altro argomento, però a tutto c'è un limite a mio avviso. Ci avete fatto caso che da quando in Italia le cose vanno meglio, perché si stanno vaccinando più persone, non si fa altro che parlare dell' India? Il disastro indiano. La catastrofe indiana. L' apocalisse indiana. Si fa leva sui numeri perché sono quelli che colpiscono, siccome la maggior parte delle persone non ragiona e si ferma solo alle apparenze. La massa è ormai abituata a pensare in slogan o, se preferite, in tweet. Io twitter non ce l'ho e penso ancora usando il cervello. Nella tragica classifica dei casi di covid spiccano i numeri degli USA e soprattutto quelli dell' India che ha 1,391,345,789 abitanti e fino ad ora oltre 225000 morti accertati.  Se vediamo la classifica per morti su milioni di abitanti scopriamo che l' India è al centoquattordicesimo posto. L' Italia è al dodicesimo posto ed è purtroppo il primo tra i grandi paesi. Se vediamo i casi su miolioni di abitanti, l' India è al centotredicesimo posto, l' Italia al quarantesimo e ci superano tra i grandi paesi solo USA, Brasile (con popolazioni molto più numerose), Francia e Spagna, quest' ultima meno popolosa dell' Italia. Questo cosa vuol dire? Che l' India è il posto in cui consiglierei di fare una vacanza oggi? Assolutamento no.  Sta a significare semplicemente che i numeri dovremmo imparare ad analizzarli nel loro "insieme" proprio perché sono numeri! Altrimenti quale motivo avrebbe di esistere la matematica? La statistica avrebbe un senso?


A proposito di statistiche ce ne vorrebbe una a parte per quante castronate dice il commissario straordinario per l' emergenza covid Francesco Paolo Figliuolo. Apro una parentesi: vi rendete conto che siamo un paese in cui si commissaria tutto? Possibile che non funzioni nulla "normalmente"? Come diceva quello? Ah si, popolo di santi, poeti, navigatori e... commissari!  Recentemente der kommissar nel suo giro di inaugurazioni di centri vaccinali (che ora si chiamano  hub e qui mi fermo) è stato a Macerata, dove era immancabilmente presente il vescovo, tanto per rispettare la famigerata laicità dello stato! Figliuolo ha detto che ringraziava chi si era dato da fare per mettere in funzione il centro vaccinale, gli operatori sociosanitari, i volontari e ha detto anche "ringrazio Sua Eccellenza Reverendissima ecc". 

Io ho studiato un po' di storia e mi sembra proprio che stiamo tornando con un flashback ai tempi in cui le "eccellenze" varie erano servite e riverite, e si faceva pure l' inchino al loro cospetto. Davvero siamo a come eravamo messi prima della breccia di Porta Pia? Almeno le apparenze le vogliamo salvare? Perché tutti ma proprio tutti anche i nuovi arrivati (o presunti nuovi) devono sempre essere proni al cospetto delle autorità religiose? Io vorrei addormentarmi, fare un lungo sonno e al risveglio trovarsi in un paese non dico ateo o agnostico né in un posto che adora i culti pagani e perseguita tutti gli altri, sia chiaro, ma quantomeno in un cavolo di paese laico: è chiedere troppo?!

Dieci anni

Tanto tempo è passato da quando feci una piccola pazzia, una di quelle cose che a distanza di tempo devi per forza domandarti "perché l...