18.12.21

Dieci anni

Tanto tempo è passato da quando feci una piccola pazzia, una di quelle cose che a distanza di tempo devi per forza domandarti "perché l'ho fatto?" e una risposta sensata non la trovi. Esattamente dieci anni fa ero in calabria, regione dove non ero mai stato, a dire il vero non ero mai stato più a sud di Napoli.  La mia fu una breve parentesi della vita, una sorta di toccata e fuga. Feci un viaggio per andare a trovare una persona, a cui ero molto legato. Una persona alla quale pensavo che sarei rimasto vicino a lungo e non intendo necessariamente dal punto di vista fisico ma quantomeno credevo che saremmo rimasti in contatto. Io ero cotto, chi vuole intendere intenda. Mi sono a lungo chiesto cos' ero io per lei. Sono stato solo un diversivo? Uno svago? 

Era una donna fidanzata da molti anni, un po' più grande di me, ci eravamo conosciuti proprio su questa piattaforma. a volte si comincia semplicemente perché dai commenti postati da una persona ci si fa un' idea (giusta o sbagliata che sia) di come possa essere nella vita fuori dal computer. Era nato un bellissimo rapporto, mi ricordo che passavamo ore ed ore a parlare prima in chat e poi in videochiamata su Hangout . A proposito: esiste ancora? Io non l'ho più usato. A volte stavamo a parlare per 6/7 ore di fila se non di più, spesso passando le notti in bianco e non c' erano mai momenti banali. Dormivo si e no 2 ore e non ero stanco. Era qualcosa che non mi era mai successa prima. Lei un giorno mi propose di andarla a trovare ma c' era un problema. Io non avevo un soldo bucato. Avevo da poco lasciato l' università e non avevo un lavoro, né lo cercavo. Dovevo capire cosa volevo fare "da grande" anche se già lo ero. Ai miei genitori non avrei chiesto prestiti, non l' ho mai fatto ed è l' ultima cosa che farei. Mi vergognavo perché a ventitre anni non avere la possibilità di muoversi è brutto. Lei fece qualcosa che mi lasciò veramente stupefatto, pagandomi sia il viaggio che l' albergo. Chi altro l' avrebbe fatto? Ad uno sconosciuto, perché per quante parole potevamo aver scambiato noi in fondo non ci conoscevamo di persona. Il viaggio di andata fu una roba da film. Sapete quando ti capitano una serie di sfighe a raffica e pensi che peggio non possa andare? Presi l' autobus dal mio paese quando era in atto un vento fortissimo, arrivai a L' Aquila scoprendo che avevo perso la prima coincidenza per Roma perché c' era sciopero (io non lo sapevo), così dovetti aspettare al gelo l' altro autobus che tra l' altro non era il diretto ma faceva uno scalo ed avevo veramente i minuti contati. Sull' autostrada ho avuto una paura che non saprei descrivere, perché il tempo era bruttissimo, se qualcuno è mai passato sul viadotto di Pietrasecca quando piove a dirotto sa cosa intendo. L' autubus letteralmente era sballottato dal vento come una barchetta nel mare in tempesta.  Arrivammo a Roma dove c' era un traffico pazzesco e infatti l' autista ci fece scendere prima di Tiburtina. La metropolitana chiusa per lo sciopero. Vai a cercare un taxi ma non se ne vedevano. Trovo il taxi, da Tiburtina a Termini la bellezza di 27 euro ancora me lo ricordo. Salii sul treno quando mancavano circa dieci minuti alla partenza, avevo il fiatone che manco un maratoneta dopo 42 km...

Il viaggio in treno fu penso, il tempo non passava mai, ero scomodo, il treno si fermò per problemi tecnici due volte. L' ultima in mezzo al nulla assoluto nei pressi di Battipaglia. Siamo rimasti lì per non so quanto, ed io pregavo non so cosa o chi, perché dovevo prendere un altro treno a Paola.  Quel treno lo presi senza problemi anche se in teoria avrei avuto tre ore da passare alla stazione (in piena notte) mentre a causa dei guasti arrivai "solo" un ' ora prima. Il regionale filò dritto senza problemi: almeno una! Arrivai a Cosenza verso le 4.40 e dovevo fare un po' di strada a piedi perché lei ovviamente non se la sentiva di andarmi incontro, non c' era di fatto nessuno in giro. Arrivai nel palazzo dove abitava, che era vuoto perché c' erano quasi esclusivamente studenti come le sue coinquiline (lei pure era studentessa) già tutti ripartiti per le vacanze. Mi sono chiesto successivamente se lei prima di aprire la porta avesse avuto paura,  cosa può passare nella testa di una persona indifesa prima incontrare un perfetto sconosciuto di notte, in un appartamento vuoto di un palazzo pressoché deserto. Le donne evidentemente hanno dei momenti in cui non ragionano? Lei incontrava una persona che giudicava per bene da quello che le aveva detto ma potevo essere pure un maniaco, si sa come va il mondo e soprattutto quando si conosce qualcuno su internet. Ultimamente mi capita di pensare che pure io sono stato sprovveduto, perché poteva essere un tranello, poteva stare lei come esca e magari c' era una banda di ladri e picchiatori dietro... vai a sapere a volte la vita. Ero distrutto dal viaggio, avevo il cuore che batteva come la batteria di un gruppo heavy metal, ero teso come una corda di violino ma quando lei aprì la porta passò tutto. Io mi resi conto che era vero e che la scelta migliore della mia vita in quel momento era stata andare lì. Era il posto giusto, era la persona giusta. Il tempo passato con lei è stato bello ed indimenticabile e non dirò altro, non è necessario.

Il viaggio di ritorno fu un' altra piccola odissea, dico solo che dovetti restare in piedi fino a Roma sul treno, come altre decine di persone perché c' erano diversi "doppi biglietti". Il distacco da lei mi pesava, però ero al tempo stesso felice perché sapevo che c' era qualcuno che mi avrebbe pensato anche se da lontano. Preciso che non fui illuso anzi lei mi disse che non avrebbe lasciato il suo fidanzato, che tra noi non poteva funzionare per la distanza. So che il suo fidanzato l'ha perdonata. Io non so se sarei capace di farlo. Lei mi ha deluso per altri motivi. Io non pretendevo nulla ma mi auguravo che saremmo rimasti in contatto, me lo aveva detto. Io ci credevo. Io però la chiamavo al telefono e non rispondeva. Il giorno del suo compleanno le telefonai e lei non mi rispose, ci rimasi molto male. Poco tempo dopo lei mi mandò un' email in cui diceva di essere andata dallo psicologo per colpa mia. Lei aveva sensi di colpa verso il suo uomo ma la colpa era mia. Decisi di non chiamarla più e di non scriverle più. 

A volte mi son chiesto: possibile che dopo tanti anni con un solo uomo avesse bisogno di provarne un altro? Come si fa con i vestiti. Voleva solo questo? No, perché andarlo a cercare a centinaia di km di distanza? Era assurdo. Dopo un po' ho smesso di farmi domande e soprattutto di farmi le pippe mentali. Quello che è stato è stato. Io la devo ringraziare, perché quell' esperienza mi ha dato uno sprone. Ho capito di lasciar perdere le storie a distanza. Ho smesso di tentare e ne sono felice. Oggi dopo tutto questo lasso di tempo non ho più avuto legami di nessun genere con nessuno, forse perché qualche parte del mio cuore si è "disattivata". La mia vita da allora è cambiata ed ho fatto tante cose che non avrei immaginato di saper fare, sono una persona soddisfatta in ambito lavorativo ma non sono ad un punto di arrivo, per quello c'è tempo. C'è chi spesso mi dice che sembro triste, dicono che si capisce dallo sguardo o da un' espressione, dalla voce. Io non mi definisco triste. Sono solo realista e non ho motivi per sorridere come un cretino qualunque.




2 commenti:

  1. vabbè, dai, son cose che si fanno da ragazzi e si preferisce farle ad una certa distanza proprio per non restarne coinvolti, le cose serie si costruiscono poi usando di più il cervello

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    1. Si è stata una ragazzata ma ero convinto di quello che facevo. Oggi non lo farei ma appunto, con la testa attuale!

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